La Lega difende pubblicamente chi è accusato di diffondere odio razziale


La leghista Isabella Tovaglieri parrebbe confondere l'odio con le idee. Oggi si dice infuriata perché Andrea Ballarati, organizzatore del Remigration Summit di Gallarate, è stato rinviato a giudizio dal Tribunale di Como con l'accusa di istigazione all’odio razziale e alla discriminazione (Art. 604bis del Codice Penale).
La leghista prova a sostenere che sarebbe doveroso poter proporre deportazioni di massa su base etnica (come peraltro già avveniva a tempi del nazifascismo) perché lei ritiene che l'immigrazione sarebbe "un problema": Ovviamente non commenta il fatto che da decenni l'immigrazione italiana è regolamentata da una legge scritta dal suo partito.

Difendendo pubblicamente chi è accusato di diffondere odio razziale, la leghista scrive:



Andrea Ballarati è stato rinviato a giudizio per istigazione all'odio e alla discriminazione razziale sulla base di frasi pubblicate nel 2023 su un suo account Instagram personale, ora chiuso. Tra quelle, figurerebbero espressioni come: "Le bande di migranti mai integrate che ora governano le nostre città sono la prova del fallimento del progetto multiculturale", "Invitiamo i veri italiani a ribellarsi", "È il momento di scegliere da che parte stare" o "Francia, Svezia, Germania, Paesi Bassi, Belgio e molti altri Paesi sono ormai sul punto di essere composti in gran parte da migranti, è giunto il momento di reagire e combattere, non c’è più tempo, una parola sola: agire!".
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