La Lega torna a lamentarsi di chi non impone crocefissi per mera sopraffazione

Simone Pillon ama sostenere che il maschio eterosessuale bianco avrebbe il pieno diritto di indottrinare i propri figli all'odio omofobico, rivendicando tale scelta come una "priorità educativa del genitore". Ma poi, però, vorrebbe imporre ai figli degli altri i simboli della propria confessione religiosa.
Secondo la sua visione, la sua divinità sarebbe superiore a quella altrui, tanto da ritenere che la violazione del diritto costituzionale alla libertà religiosa sia solo un "dispetto" ai tanto odiati musulmani; una posizione che ignora palesemente l'esistenza di atei, induisti, buddisti e di chiunque non si riconosca nel suo credo.

Nella retorica di Pillon, il crocifisso smette di essere un simbolo di fede e viene trasformato in uno strumento identitario, utilizzato per rivendicare la sottomissione dell'altro. In questa prospettiva, l'uso politico del simbolo religioso finisce per assumere la stessa funzione che ebbe la svastica durante il nazismo. Con tutto il rispetto, a noi questa pare pura blasfemia.