Lo Spirito Santo non fa campagna elettorale


Non è chiaro se il pastore evangelico Luigi Carollo stia cercando deliberatamente di mistificare il nostro pensiero, accusandoci di essere gli autori delle tesi che noi stessi gli abbiamo contestato. Tuttavia, ci permettiamo di osservare come appaia poco credibile che sia stato lo Spirito Santo a imporgli di fare campagna elettorale per Giorgia Meloni e a istigare i "poveri di spirito" all'omofobia.

Nel suo consueto attacco a Gayburg, il pastore scrive:



Esattamente, chi avrebbe deciso che il rispetto e l'inclusivià sarebbero aspetti "che non cozzano nella società"?
È singolare che chi si fa scudo dei Vangeli per giustificare l'esclusione finisca per ignorarne il messaggio più rivoluzionario. Il messaggio di Gesù, infatti, non si è mai posto come un argine ai diritti, ma come un costante superamento delle barriere legali e sociali del suo tempo.
L’accoglienza e i diritti civili non solo non contraddicono il testo sacro, ma ne rappresentano l’attuazione pratica per diversi motivi. Il principio del "Sabato per l'uomo e non l'uomo per il Sabato" suggerisce che nessuna norma religiosa o morale può essere utilizzata come clava per schiacciare la dignità dell'individuo. Ed anche nella parabola del Buon Samaritano, Gesù sceglie deliberatamente un "diverso" e un emarginato per eccellenza per definire chi sia degno di amore e rispetto, abbattendo i confini tra "noi" e "loro".
Gran parte della predicazione evangelica è rivolta contro i dottori della legge che usavano i precetti per escludere. Trasformare la fede in un manifesto politico contro l'inclusività significa cadere nello stesso errore che il Vangelo contesta radicalmente.
In definitiva, l'ossessione per la discriminazione non trova spazio in una lettura onesta delle Scritture. Usare il sacro per negare la dignità civile non è testimonianza di fede, ma una strumentalizzazione politica che svuota la croce del suo significato più profondo: quello di un abbraccio universale, senza condizioni.
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