Merito o militanza? Il paradosso della "libertà" secondo Porro

Secondo la narrazione di Nicola Porro, Andrea Pucci meriterebbe di andare a Sanremo perché le sue battute sessiste e omofobe non farebbero ridere solo chi non vota Giorgia Meloni. Allo stesso modo, Beatrice Venezi meriterebbe di dirigere La Fenice perché chi non sostiene il governo ha il "torto" di sospettare che la sua nomina derivi più dalla partecipazione ai comizi di Fratelli d’Italia che dal suo curriculum. In pratica, per Porro la "libertà" consisterebbe nell'impedire il diritto di critica verso i personaggi che la sua "sovrana" ci sta imponendo.

Buffo. Sono loro che vietano i dibattiti su Gaza nelle scuole, ma poi blaterano di un fantomatico "pensiero unico" di sinistra. Inoltre è quantomeno singolare che non provino mai a citare il presunto valore artistico del lavoro di Pucci o della Venezi, preferendo sottolineare che sarebbero di destra. Ma questo non fa che dare ragione a chi teme che si trovino lì per motivi politici e non per meriti professionali.
Se Porro pensa favvero che la Venezi sia più meritevole di altri, ci dica cosa avrebbe fatto di così eccezionale invece di pretendere che si faccia "branco" intorno a lei solo perché è una donna di destra che fa politica per la destra.