Quando la Resistenza fa paura


Stando alla sua teoria, un pastore dovrebbe limitarsi a predicare i Vangeli e non certo farsi portavoce di Giorgia Meloni. Tuttavia, il pastore evangelico Luigi Carollo sembra convinto di poter rivendicare per sé una libertà d'espressione che parrebbe voler negare a chiunque non la pensi come lui. Nel suo consueto attacco a Gayburg, scrive:



Viene da chiedersi cosa c'entri il PD con una signora che ha semplicemente esultato al ricordo della fine del fascismo. Ed è proprio sicuro che la sua unica lamentela riguardi il fatto che Sanremo non manchi di rispetto alle minoranze?

Lo scritto che che avevamo commentato è questo:



Dopo essersi scagliato contro il "politicamente corretto", Carollo si è spinto oltre, suggerendo l'esistenza di oscuri legami tra l'esultanza per la fine del Ventennio e il referendum Nordio, arrivando a sostenere che la gioia di una donna per la caduta del fascismo sia una visione da vietare ai bambini.

Equiparare il canto di "Bella Ciao" o la celebrazione della fine di una dittatura a una mera "questione di schieramento" pare un maldestro tentativo di revisionismo storico. La fine del fascismo è la base della nostra Costituzione, non un tema elettorale da bar.
C'è poi il passaggio sul "non fate vedere ai vostri figli questo sciacallaggio": una tecnica consolidata che usa l'innocenza dei bambini per giustificare la censura. Carollo dipinge la testimonianza di una donna centenaria che celebra la democrazia come un qualcosa di traumatico o di pericoloso. È un'inversione totale della realtà: il vero pericolo per un minore non è la storia di una partigiana che ama la Repubblica, ma l'odio verso le diversità.
Va segnalato anche il paradosso del "politicamente corretto" usato come insulto. Quell'asserzione parrebbe rivendicare una fantomatica libertà di offendere o discriminare, opposta a una presunta "dittatura" che, in realtà, è solo la TV di Stato che dà spazio ai valori costituzionali. Infine, sostenere che una donna di 105 anni sia stata "usata" è un atto di profonda condiscendenza che ne nega l'autodeterminazione. Presupporre che a quell'età non si possano avere idee proprie o il desiderio di testimoniare la propria gioia per la fine della guerra è un attacco ad personam del tutto inaccettabile.
Commenti