Record di medaglie lgbt+ a Milano Cortina 2026

Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 si sono chiuse con un bilancio trionfale per la visibilità e il talento: gli atleti dichiaratamente LGBTQIA+ hanno infatti segnato un primato storico, conquistando complessivamente 11 medaglie (5 ori, 2 argenti e 4 bronzi). Se il "Team Pride" fosse una nazione, si posizionerebbe al 13° posto del medagliere ufficiale, forte di una statistica impressionante: ben il 37% dei 49 atleti dichiarati in gara è riuscito a salire sul podio.
Il trionfo degli ori: tra record e promesse d'amore
Il gradino più alto del podio ha regalato momenti che resteranno nella storia dei Giochi. Nell'hockey su ghiaccio femminile, gli Stati Uniti di Cayla Barnes, Hilary Knight e Alex Carpenter hanno strappato l'oro alle rivali canadesi in una finale al cardiopalma, decisa proprio da un gol della Knight. I festeggiamenti sul ghiaccio si sono trasformati in un momento indimenticabile quando Knight ha ricevuto la proposta di nozze dalla compagna Brittany Bowe.
Nel pattinaggio artistico, Guillaume Cizeron ha confermato la sua leggenda conquistando il secondo oro consecutivo nella danza su ghiaccio, mentre la statunitense Amber Glenn ha risposto con il metallo più prezioso alle critiche subite, ricevendo persino un omaggio pubblico da Madonna. Anche le piste innevate hanno parlato arcobaleno: Breezy Johnson ha conquistato il primo oro LGBTQIA+ dei Giochi nella discesa libera, celebrando poi il fidanzamento con Connor Watkins, mentre nello sci freestyle, la svizzera Mathilde Gremaud ha difeso con successo il titolo di Pechino, festeggiata dalla partner Vali Höll.
Argenti di peso e finali epiche
Il Canada, pur cedendo il trono nell'hockey femminile, ha portato sul secondo gradino del podio una rappresentanza fortissima composta da Emily Clark, Erin Ambrose, Emerance Maschmeyer, Brianne Jenner, Laura Stacey e Marie-Philip Poulin, atlete che hanno fatto della visibilità familiare e della resilienza la loro bandiera. Nel curling, il britannico Bruce Mouat ha aggiunto un altro argento alla sua bacheca, sostenuto a bordo campo dal compagno Craig Kyle e confermandosi uno dei volti più attivi nella lotta per i diritti civili nello sport.
Un podio di bronzo internazionale
La varietà dei successi ha toccato discipline e nazioni diverse, dimostrando una crescita costante della rappresentanza:
- Sandra Näslund (Svezia): La regina del freestyle ski cross, dichiaratamente lesbica, ha confermato la sua forza con un bronzo pesante.
- Laura Zimmerman (Svizzera): Ha conquistato il bronzo nell'hockey, festeggiando insieme alla fidanzata Sanni Ahola.
- Tineke den Dulk (Belgio): L'atleta bisessuale ha brillato nello short track, portando il Belgio sul podio nella staffetta mista.
- Paul Poirier (Canada): Insieme a Piper Gilles, ha ottenuto il bronzo nel pattinaggio artistico, consolidando il suo percorso iniziato con il coming out nel 2021.
Questi Giochi non hanno solo superato ogni precedente edizione invernale in termini di medaglie "out", ma hanno visto protagonista anche l'Italia con Filippo Ambrosini, contribuendo a un clima di apertura che spiana la strada verso le Olimpiadi di Los Angeles 2028. Milano Cortina 2026 non è stata solo una celebrazione del valore atletico, ma la prova definitiva che l'autenticità è il motore più potente per raggiungere il successo.