Rogoredo: le indagini ribaltano la narrazione della destra


Ogni volta che un poliziotto italiano uccide un cittadino di origini stranieri, la destra sostiene che sia inaccettabile che i fatti possano essere appurati. Pazienza poi che indagini siano anche a tutela degi agenti: nella lorp narrazione sarebbe inaccettabile indagate un italiano quando la vittima è di etnia sgradta al loro elettorato.
Subito dopo i fatti del 26 gennaio, quando un poliziotto uccise un uomo a Rogoredo, Matteo Salvini definì "eccessiva" l'inchiesta per omicidio volontario contro l'agente, sostenendo fosse legittima difesa perfetta. Anche Piantedosi e Meloni cavalcarono l'episodio per giustificare il decreto Sicurezza, accusando i magistrati di doppiopesismo. La maggioranza accelerò sullo scudo penale, con slogan come "Io sto col poliziotto".

Ma le indagini che loro avrebbero voluto vietare stanno rivelando dettagli opposti alla versione iniziale usata dal governo per spingere lo scudo penale. Abderrahim Mansouri, 28 anni, sarebbe stato vittima di una messinscena, con l'arma da softair piazzata dopo la sparatoria.
Quindi Mansouri non era armato né puntava una pistola finta, come raccontato dagli agenti.

Pare persino che l'agente avrebbe chiesto un "pizzo" quotidiano, di 100-200 euro più droga, agli spacciatori di Rogoredo e Corvetto. Testimoni confermano i rifiuti della vittima prima della sparatoria.
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