Bielorussia, via libera alla legge anti-LGBTQ+ sul modello russo: fino a 15 giorni di carcere per "propaganda" omosessuale


La Camera dei Rappresentanti bielorussa ha approvato il un assurdo disegno di legge che punisce con multe e con fino a 15 giorni di carcere la fantomatica "propaganda" di relazioni omosessuali, cambio di genere, assenza di figli e pedofilia.
Come prassi di una certa destra, si è cercato di accostare l'omosessualità alla pedofilia per accrescere l'odio.
Il testo, spinto dal Procuratore generale Andrei Shved, il quale si dice convinto che la comunità LGBTQ+ distruggerebbe i valori familiari occidentali, deve ancora passare al Consiglio della Repubblica e ottenere l'ok di Lukashenko, ma l'approvazione è data per scontata.

Il cuore del problema è il termine vago "propaganda": secondo il Comitato Helsinki bielorusso, basterebbe la visibilità pubblica di persone queer o il supporto all'uguaglianza per incorrere nel reato. Questo aprirebbe le porte a censura su vasta scala, persecuzioni di media indipendenti e attivisti.
Non è una novità. Già nel 2017 la Bielorussia aveva bandito contenuti che "screditano" famiglia e matrimonio; ad aprile 2024, il Ministero della Cultura aveva accostato omosessualità a pedofilia e zoofilia. Ora questa legge porta il tutto a un livello repressivo estremo, copiando il modello russo del 2013 firmato da Putin – già replicato in Georgia e Kirghizistan.
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