Coghe tira fuori i gay per denigrare i giudici che tutelano i bambini

Con buona pace per il signor Jacopo Coghe, non ci risulta che i tre minori sarebbero affidati ai servizi sociali «perché vivevano nel bosco e facevano homeschooling». A noi risulta che sarebbero stati affidati ai servizi sociali perché ritenuti vittima di incuria, cresciuti analfabeti, tenuti lontani dai coetanei e costretti a defecare in una buca. I loro genitori non volevano neppure chiamare i soccorsi dopo avergli fatto mangiare funghi velenosi.
Eppure Jacopo Coghe sostiene che i giudici non avrebbero dovuto intervenire perché lui li accusa di non essere omofobi. Peccato sia difficile comprendere quale dovrebbe essere il nesso.

Buffo. Sostengono di voler "difendere i bambini" da un fantomatico "gender" e poi si lamentano se qualcuno difende dei minori dall'incuria e dal distaccamento sociale. Ed è interessante che per lui non essere omofobi sarebbe motivo di disprezzo, peraltro insinuando he i giudici non applicherebbero le leggi vigenti ma la propria opinione.
Ovviamente si inventa che qualcuno vorrebbe imporre fantomatici controlli statali ai figli. Peccato poi che sia stata la sua Giorgia meloni a scrivere quel decreto Caivano che prevede il carcere per chi non manda i figli a scuola come la loro "famiglia nel bosco":

E se il genitore detiene la proprietà die fili, potrà venderli agli amici pedofili di Trump? Può farli lavorare? Li può picchiare?
Chi dovrebbe determinare i doveri del genitori se non lo stato? Lasciamo che ognuno si basi sulla propria discrezionalità come sostiene Trump quando dice che lui non è interessato a rispettare il diritto internazionale perché lui vuole rispondere solo a sé stesso?