Il pastore che si sente "discriminato" dai canti antifascisti


In uno dei suoi soliti attacchi, pastore evangelico Luigi Carollo sostiene di sentirsi "discriminato" dai canti antifascisti. Chissà dunqe cone si identifica, se davvero si ritiene antagonista dell'antifascismo cone parrebbe dal suo messaggio odierno.
Avvezzo a dire tutto ciò che la propaganda populista lo invita a dire, sostiene che i giudici non dovrebbero poter festeggiare i valori fondanti della nostra Costitizione, evidentemente ritenua discriminatoria da chi passa gran parte del suo tempo a promuovere la discriminazione delle persone lgbt.



Se lui può esultare ogni volta che la sua parte politica toglie se lui può esultare ogni volta che la sua parte politica toglie protezioni ai più fragili in nome di una presunta libertà, non si capisce perché la libertà degli altri di festeggiare la democrazia debba improvvisamente sembrargli un abuso. Forse, più che discriminato dai canti, si sente minacciato dall'armonia di una Costituzione che, a differenza sua, non esclude nessuno.
Commenti