Insultavano i Pride: ora il sindaco leghista viole sposare il sindaco meloniano


Il 27 giugno si celebrerà l’unione civile tra Alessandro Basso, sindaco di Pordenone (Fratelli d’Italia), e Loris Bazzo, sindaco di Carlino (Lega). Se non fossero esponenti di partiti accusati di fomentare omofobia tramite la retorica sul "gender", si potrebbero porgere sinceri auguri. Invece, proprio la loro militanza in formazioni ostili ai diritti civili ha acceso polemiche.

Il FVG Pride ha chiarito di non voler invadere la sfera privata: “Non commentiamo la vita personale delle persone”. Tuttavia, “quando una vicenda privata entra nel dibattito pubblico e viene usata politicamente sui diritti LGBTQIA+, è legittimo esprimere considerazioni”.
In un comunicato, spiegano che i due esponenti di estrema destra non si sposeranno: l’unione civile, introdotta dalla legge Cirinnà (76/2016), ha segnato un passo avanti per le coppie same-sex, ma non equipara pienamente il matrimonio. Differenze cruciali riguardano genitorialità e diritto di famiglia: per molte associazioni, l’uguaglianza resta un obiettivo irrisolto, proprio su pressione dei loro partiti.
FVG Pride ricorda anche che questi diritti derivano da decenni di lotte: campagne, Pride e mobilitazioni hanno contrastato discriminazioni e violenze. Peccato che i due sindaci si siano lanciati in forti critiche verso i Pride, allineandosi ai loro partiti. Eppure, l’unione civile è una conquista proprio del movimento che loro hanno ripetutamente disprezzato per convenienza politica.
Il contesto locale è preoccupante: al recente Pride di Pordenone, estremisti di destra hanno lanciato rifiuti contro i manifestanti. Altri episodi di insulti confermano che l’uguaglianza sociale è lontana. “Il Pride non è una carnevalata o provocazione: è visibilità e rivendicazione finché l’uguaglianza non sarà reale per ogni persona queer”.

Basso, in un'intervista del marzo 2026 al Corriere del Veneto, ha dichiarato di non aver mai partecipato ai Gay Pride, definendoli "spettacolarizzazioni inutili" e sostenendo che la destra abbia superato schemi superati della sinistra su certi temi. In precedenza, nel 2025, lo aveva esplicitamente chiamato "una carnevalata".
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