La Cassazione chiede il riconoscimento della madre intenzionale

Con la sentenza n. 4977/2026, la Corte di Cassazione ha confermato il riconoscimento della genitorialità per la madre intenzionale in una coppia lesbica che ha avuto una figlia tramite procreazione medicalmente assistita (PMA) all'estero.
Il caso riguarda due donne unite civilmente che hanno utilizzato in Spagna la tecnica ROPA: una ha donato l'ovocito (madre genetica), l'altra ha gestato la bambina, nata in Italia. L'atto di nascita iniziale indicava solo la madre partoriente, ma il successivo riconoscimento della madre genetica è stato impugnato dalla Procura e annullato dalla Corte d'Appello di Milano.
La decisione si appoggia alla sentenza della Corte Costituzionale n. 68 del 22 maggio 2025, che ha dichiarato incostituzionale l'articolo 8 della legge 40/2004 per non riconoscere la madre intenzionale nei casi di PMA estera. Questo garantisce ai minori stabilità affettiva, giuridica e sociale, tutelando il loro interesse superiore senza discriminazioni.
La pronuncia consolida i diritti delle famiglie arcobaleno, superando ostacoli interpretativi e promuovendo registrazioni rapide in tutta Italia, come a Roma. Avv. Manuel Girola, difensore delle mamme, ha sottolineato il focus sull'interesse del minore; il presidente di Rete Lenford, avv. Vincenzo Miri, ha evidenziato l'inadeguatezza dell'adozione in casi particolari.