La presa in giro dello sconto (temporaneo) sulle accise


Il governo Meloni ha tolto 86 milioni milioni alla sanità per ridurre le accise in maniera temporanea durante il referendum. Non toccheranno i fondi stanziati per il ponte di Salvini o per i centri di deportazione albanesi di Giorgia Meloni.
Si taglierà la salute pubblica, dopo anni in cui Salvini e Meoni hanno promesso che loro arebbero tolto le accise, ovviamente senza mai farlo.



A Nicola Porro andrebbe probabilmente spiegato il tema del gettito straordinario derivante dall’IVA. Inoltre, raramente lo stato "spende di meno" in risposta a un taglio delle accise, dato che solitamente, se non ci sono coperture, aumenta il debito pubblico. Quindi, il cittadino che risparmia oggi alla pompa pagherà quella cifra (con gli interessi) attraverso il debito nazionale.

Il post cita la teoria economica del "Starve the Beast", resa famosa negli USA sotto Reagan. ma storicamente quella teoria non ha quasi mai funzionato come descritto. Molti studi economici dimostrano che tagliare le tasse senza prima tagliare la spesa non porta lo Stato a essere più efficiente, ma solo a fare più deficit.
Porro propone una stima di "60 euro su 100", che è un'approssimazione che serve unicamente a dare impatto emotivo, ma la componente fissa (accise) e quella variabile (IVA) reagiscono diversamente alle variazioni del prezzo del greggio.

Il 1° marzo 2028 Salvini promise che le accise sarebbero state cancellate immediatamente. Lo promise anche Giorgia Meloni in uno spot elettorale proposto alle elezioni successive. Dopo 8 anni, sostenere che dovremmo ringraziarli perché per 20 gironi ci faranno un piccolo sconto in cambio di meno sanità pubblica è abbastanza umiliante per chi fece quelle promesse:



Lo sconto promesso da Salvini era di 72 centesimi. Ora dovremmo ringraziarlo perché per 20 giorni ci offrirà uno sconto temporaneo di 25?
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