La retorica della paura. Belpietro sostiene gli stranieri porterebbero scabbia e tubercolosi


Nella retorica promossa dal quotidiano di Belpietro, i migranti non sono persone ma "clandestini". Un termine che ricorda molto gli strumenti propagandistici con cui anche il regime nazista cercava di d'umanizzare le proprie vittime.
Stando ai loro racconto, gli stranieri sarebbero la fonte di ogni male: ci riberrebbero il lavoro, stuprerebbero le nostre donne e potrebbero malattie:



Secondo il racconto del quotidiano di Belpietro, la gip di Ravenna avrebbe «inchiodato i medici contrari alle espulsioni» accusandoli di «falsificare i certificati». Ma è abbastanza assurdo che la destra populista voglia che si dica che la loro mancata deportazione ci metterebbe «di fronte al pericolo scabbia o tubercolosi lasciarono le persone libere di diffondere infezioni».
Insomma, sostengono che bisognerebbe ritenere i medici colpevoli di falsi certificati ancor prima del processo per poi sostenere che le persone che sarebbero dovute essere deportate potrebbero aver malattie che avrebbero reso doverosi quei certificati.

Come spesso accade, la retorica populista pare aver collegamenti con il nazismo. Ad esempio la i medici nazisti iniettarono agenti patogeni, inclusa la tubercolosi, ai bambini detenuti nel campo di sterminio di Neuengamme per studiare la fisiopatologia in condizioni di estrema debolezza.
ma i medici accusati da Belpietro ricordano quelli del Fatebenefratelli di Roma, che si inventarono la falsa "Sindrome di K" per proteggere gli ebrei dalla deportazione nazista a Roma. Si trattava di una malattia inesistente, inventata per spaventare i nazisti ai quali si raccontava fosse di una forma contagiosa di tubercolosi o di cancro.
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