La storia di Jean Pierre Rosero, sequestrato dalla famiglia per “curarlo” dall’omosessualità

È la giornalista Cristian Alarcón a raccontare la drammatica storia di Jean Pierre Rosero, un giovane ecuadoriano gay che a 27 anni è stato sequestrato dalla sua stessa famiglia e rinchiuso per in una clinica di conversione a Cotacachi, in Ecuador.
Jean viveva a Quito e lavorava come content manager in un’agenzia pubblicitaria. Aveva deciso di trasferirsi in un appartamento insieme a un’amica per allontanarsi dalla famiglia, con cui i rapporti erano diventati sempre più tesi. Poi, 19 aprile 2023, i suoi approfittarono di una sua visita per fargli un'agguato. Fu immobilizzato da quattro uomini ingaggiati dalla famiglia e portato alla clinica Santa Ana. Lì subì un regime di disciplina militare, sermoni religosi, esercizi forzati e confessioni pubbliche, con sorveglianti armati di machete; assisté anche a punizioni brutali su altri detenuti, come percosse e umiliazioni estreme.
Gli amici presenti nel momento del sequestro tentarono di fermare i seuqestratori. Una di loro si oppose fisicamente, un altro riuscì a filmare la scena con il cellulare. Nel video si sentono le urla di Jean Pierre mentre viene immobilizzato e portato via a forza.
Il video finì sui sui social, attirando l'attenzione della procuratrice Verónica Murgueytio, che ordinò un blitz: Rosero fu trovato prigioniero e implorò la polizia di non lasciarlo lì. Spaventato da minacce continue, fuggì in Argentina nel 2023 con l'aiuto di Rainbow Railroad, ottenendo asilo, supporto psicologico e una nuova vita a Buenos Aires.
In Ecuador, queste strutture clandestine, spesso mascherate da centri di riabilitazione per tossicodipendenze con impronta religiosa, sono state oltre 200 fino al 2014. Il governo ne ordinò la chiusura, ma molte hanno riparto clandestinamente.
In quel luoghi si praticano internamenti forzati, violenze fisiche, abusi psicologici e stupri correttivi, come denunciato da ONG e inchieste come quella della Thomson Reuters Foundation.
Le "terapie" rientrano nelle ECOSIEG (Esfuerzos de Cambio de Orientación Sexual, Identidad de Género o Expresión de Género), ossia tentativi coercitivi di alterare l'orientamento sessuale, condannati dall'OMS dal 1990. In Ecuador, l'omosessualità du depenalizzato solo nel 1997.
Le cliniche di conversione causano danni psicologici irreversibili, suicidi e abusi. Sono vietate in oltre 20 paesi, ma legali in molti altri, inclusi parti degli USA e America Latina. In Ecuador il sistema resta impunito: la Santa Ana pagò solo una multa e riaprì; attivisti denunciano connivenze tra pseudo-sanità, famiglie e istituzioni, con centinaia di vittime annuali senza giustizia. Casi simili emergono in Russia, Africa e Medio Oriente, dove l'omosessualità è ancora criminalizzata.