Pillon denigra i fuori-sede che chiedono il diritto al voto


L'impressione è che il leghista Simone Pillon adori fare la maestrina dalla penna rossa, elargendo il suo inesauribile disprezzo verso tutto e tutti. A meno che non parli di Trump, Putin o Netanyahu, non si esime mai dall'elargire sentenzi di condanna con toni spesso offensivi.
Pazienza se Gesù invitava a non giudicare, l'importante è appendere crocefissi ovunque quale simbolo identitario per esercitare sopraffazione sui fedeli sgraditi alla sardone.

Quest'oggi i suo odio è stato riservato ad una studentessa fuorisede, alla quale urla che dovrebbe pagare i treni di Salvini se vuole esercitare un suo diritto, dato che alla politica non interessa venire incontro ai bisogni di chi magari non voterà come vogliono loro:



Considerando che gli italiani all'estero possono votare e che nell'era dell'informatica non sarebbe difficile permettere il voto ai giovani, fa abbastanza ridere che lui urli che chi vuole esercitare i propri diritti dovrebbe salire su un treno per attraversare l'Italia solo perché ad un parte politica fa comodo che i disagi creati dal governo non facciano votare chi ha idee diverse dalle loro.
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