Pillon insiste nella strumentalizzazione dei bimbi del bosco, chiedendo minori protezioni per i minori

Il leghista Simone Pillon ama ricondurre ogni tema all'omofobia e al razzismo, che lui descrive come se le ritenesse due virtù.
In difesa dei due immigrati che sono stato usati dalla destra per attaccare quei giudici che osano far rispettare le nostre leggi, urla che i bambini vittima di incuria non verrebbero abbandonati dalle istituzioni perché qualcuno osa mettere in dubbio il suo sostenere che i figli sarebbero privilegio da riservare al maschio eterosessuale bianco. E quindi, per omofobia, bisognerebbe negare protezione ai minori pur di essere certi di mostrarsi omofobi e bisognerebbe aiutare Giorgia Meloni a "togliere di mezzo" i giudici, così come sostiene il capo di gabinetto del ministro Nordio:

Sempre secondo il leghista Simone Pillon, le accuse di incuria e il rifiuto a chiamare i soccorsi dopo aver avvelenato i figli sarebbero elementi che lo avrebbero portato a ritenere che nessuna madre sarebbe amorevole quanto quella sua immigrata che costringeva i figlia defecare nel bosco.
Lo avrebbe stabilito dal suo divano, decidendo che decine di esperti non capirebbero un tubo. Un po' come da quello stesso divano ha stabilito che lo stato dovrebbe portare via i figli a gay che se ne prendono cura perché lui è omofobo e li odia.

La fonte è l'organizzazione Provita Onlus, che con lui tanto si adopera per attaccare i diritti delle minoranze. Lo scopo dichiarato dal loro presidente è quello di ottenere leggi che sanciscano che i figli sarebbero proprietà dei genitori e che si dovrebbe essere lasciati liberi di usarli a proprio piacimento.
Peccato paia improbabile che un bambino proclami uno "sciopero della fame" a meno che un qualche adulto non glielo abbia suggerito per aiutare Pillon a poter strumentalizzare il caso.