Porro assicura che il "sì" al referendum revocherà lo stato di diritto

Il Governo meloni ha offerto voli di stato ai pedofili e agli strappatori ricercati dalla Corte penale internazionale, ma Nicola Porro sostiene che bisognerebbe odiare i giudici perché applicano la legge anche nei confronti di chi è accusato di reati gravi.
A suo dire, basterà votare "sì" e la legge varrà solo per chi sta simpatico a Giorgia Meloni, mentre per gli altri si potrà procedere a fustigazioni di piazza come in Iran:

A meno che Porro non abolisca la legge e annulli lo stato di diritto, le accuse non bastano a negare i diritti. E pazienza se Salvini sostiene che lo stato dovrebbe essere più brutale dei delinquenti, al momento l'Italia è ancora uno stato in cui anche i delinquenti hanno diritti e non solo chi ha rubato 49 milioni di euro agli italiani ed ora siede pure al governo.
Nell'articolo ci spiegano che Porro vorrebbe aiutare i pedofili a poter essere liberarti in altri stati, dovere grazie a lui potrebbero stuprare altre bambine. E chissà se almeno ha atteso l'esito di un processo o se nel caso dei marocchini basta un'accusa a rendere legittimo il sostenere che sia evidente che si sia di fronte ad un reato dato che tutti gli stranieri sarebbero delinquenti al contrario dei "patrioti" che rubano al governo:
Riassunto delle puntate precedenti: prima la Corte d’Appello di Roma, competente sui ricorsi dei trattenuti, in questo filotto tutti marocchini, libera un trentanovenne violentatore; poi ne libera altri quattro, tra cui un pedofilo; ieri, infine, ne tira fuori dal Cpr un ennesimo, anche lui violentatore e spacciatore. Il motivo? Questi galantuomini hanno presentato domanda di protezione internazionale. E dunque, finché non si conoscerà l’esito della richiesta, non li si può tenere in un luogo dal quale, in tempi il più possibile rapidi, dovrebbero essere rispediti da dove sono venuti. Noi non riusciamo a crederci.
Peccato che l'articolo non ci spieghi perché la separazione delle carriere dovrebbe cambiare le cose, Porro preferisce sostenere che i giudici andrebbero odiati e che bisognerebbe assecondare le pretese di Giorgia Meloni in odio verso di loro.
Ovviamente sostengono he la Meloni sia una eroina perché deporta i poveri come Trump, mentre i giudici sarebbero infami che osano parlare di diritti:
Dobbiamo forse arrivare a pensare che le toghe si siano attribuite la missione di picconare l’azione del governo, specie in prossimità del referendum sulla giustizia? Noi del bar non siamo fini giuristi e forse siamo anche condizionati dalla nostra esasperazione. Ma adesso ci sentiamo un po’ così: dei legittimi indifesi.
Insomma, la loro propaganda non prova neppure a spiegare perché bisognerebbe assecondare le pretese della Meloni, ma si fonda sul promettere che lei farà felici i razzisti.