Porro tira fuori persino Zaki per difendere le bombe di Trump

Forse Nicola Porro non lo sa, ma quel ragazzo si chiamava Yasin Mirzaei. E difficilmente lo conosceranno i suoi lettori, dato che lui non lo ha mai nominato sui suoi canali social:

Di contro, ha criticato e citato ripetutamente Patrick Zaki. Lo ha fatto sui dovial, sul suo sito e in televisione. Lo ha accusato di ingratitudine verso il governo Meloni, lo ha accusato di antisemitismo e di ipocrisia su Israele. "Shame on Zaki", "Eh no Zaki", "impara da Cecilia Sala", sono solo alcune delle frasi con cui lo ha aggredito.
Ma oggi prova a usare il cadavere di Yasin Mirzaei per difendere chi ha ucciso 108 bambine iraniane col pretesto di voler uccidere gli ayatollah, sostenendo che bisognerebbe inventarsi un paragone fra i due casi quasi come se non ci fosse differenza tra Egitto e Iran:

L'articolo arriva persino a lamentarsi che a Sanremo non si sia parlato di un ragazzo di cui Nicola Porro non ha mai parlato, in quella che pare una chiara strumentalizzazione ideologica:
