Tribunale di Venezia apre all'adozione per coppie unite civilmente


Il Tribunale per i minorenni di Venezia ha emesso una decisione storica, sollevando una questione di legittimità costituzionale contro la legge italiana che vieta le adozioni alle coppie dello stesso sesso unite civilmente. La decisione arriva dopo la richiesta di una coppia gay veneziana, valutata idonea come genitori ma ostacolata dalla normativa attuale.

La legge sulle unioni civili (Legge Cirinnà n. 76/2016) equipara molte tutele al matrimonio eterosessuale, ma esclude esplicitamente l'accesso congiunto all'adozione per coppie omosessuali. Il Tribunale di Venezia ha ritenuto discriminatoria questa norma, sia per le coppie che per i minori coinvolti, bloccando potenzialmente diritti fondamentali.
I giudici hanno agito in risposta a un caso concreto: una coppia unita civilmente ha chiesto l'adozione, passando tutti i test di idoneità genitoriale, ma è stata fermata dalla legge n. 184/1983 che non contempla unioni civili.

Non è la prima volta che i tribunali italiani intervengono. La Corte di Cassazione, con sentenza n. 9006/2021, ha autorizzato la trascrizione di adozioni estere da parte di coppie gay, riconoscendone la validità se emesse da autorità straniere. Inoltre, la stepchild adoption (adozione del figlio biologico del partner) è stata concessa in casi particolari a coppie omosessuali, grazie a interpretazioni estensive della legge sulle adozioni speciali.
Queste pronunce creano un indirizzo favorevole, ma l'adozione piena congiunta resta preclusa a livello normativo nazionale.

La questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Venezia potrebbe arrivare alla Corte Costituzionale, potenzialmente aprendo le porte a un cambiamento epocale. Se accolta, equiparerebbe le unioni civili alle famiglie eterosessuali in materia di adozioni, priorizzando l'interesse superiore del minore.
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