Trump ottime l'annullamento del divieto alle "terapie riparative" sui minori

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha ribaltato il divieto alle fantomatiche "terapie di conversione" per i minori, dichiarandolo incostituzionale sulla base della presunta libertà di espressione. Con una decisione schiacciante di 8 a 1, i giudici hanno stabilito che gli Stati non possono limitare i temi discussi da terapeuti e professionisti con i loro pazienti, specialmente attraverso regole di licenza professionale.
Il principale sostenitore della decisione è stato il giudice Neil Gorsuch, che ha sostenuto: "Il Primo Emendamento funge da scudo contro ogni tentativo di imporre un'ortodossia nel pensiero o nella parola in questo Paese".
Il caso, noto come Chiles v. Salazar, è stato promosso dalla terapeuta coloradiana Kaley Chiles, la quale rivendica il diritto di offrire consulenze basate sulla fede a minori che desiderano attenuare attrazioni omosessuali o sentirsi più a proprio agio nel proprio corpo.
Poi pazienza se sono i genitori a obbligarli e se molti di loro vengono spinti al suicidio.
L'unica voce di dissenso è stata quella della giudice Ketanji Brown Jackson. La pronuncia rappresenta una vittoria significativa per l'amministrazione Trump, che aveva sostenuto la causa. Si applica però solo alla "talk therapy", lasciando agli Stati il potere di regolamentare interventi medici come ormoni o chirurgia – in linea con una sentenza del 2025 che ha confermato i divieti su alcuni trattamenti di "affermazione di genere" per i minori.
Secondo quanto riportato dal Washington Post, Chiles precisa di non voler "convertire" giovani LGBTQ+, ma di volerli aiutare a gestire attrazioni percepite come indesiderate. Una frase che nega l'ovvio, ossia che a renderla tale sono gli omofobi.
Nei documenti, la signora che vende false "cure" a danno di innocebti, ha giurato su Gesù che i suoi clienti "credono che la loro fede e il rapporto con Dio prevalgano sulle attrazioni romantiche, e che sia Dio a definire la loro identità secondo la Bibbia, non le percezioni o le attrazioni".
Stime del Williams Institute indicano che circa 698.000 adulti LGBTQ+ americani hanno subito queste pratiche, di cui 350.000 durante l'adolescenza. Eppure, un sondaggio Stonewall del 2019 rivela che il 56% degli americani ritiene illegale applicare la "terapia di conversione" ai minori LGBTQ+, e il 64% si oppone al fatto che un medico neghi cure elettive per obiezioni religiose.
In pratica, si molestano i miniri sostenendo che sia Dio a volerlo.