Aiuto alla fuga, la Corte Penale internazionale ha deferito l'Italia per il caso Almasri

La Corte penale internazionale (Cpi) ha ufficialmente deferito l'Italia all'Assemblea degli Stati Parte per inadempienza a una richiesta di cooperazione nel caso Almasri. Roma non avrebbe eseguito l'arresto e la consegna del soggetto mentre si trovava sul territorio nazionale, né avviato un dialogo con la Corte per risolvere dubbi sul mandato o su estradizioni parallele.
La decisione, attesa da settimane, formalizza una violazione degli obblighi dello Statuto di Roma, ratified da Italia.
Dura condanna dal M5S: "Il governo Meloni trasforma l'Italia in uno Stato canaglia, ignorando lo Statuto di Roma", dichiarano deputati e senatori come Stefania Ascari, Anna Bilotti e Federico Cafiero De Raho. Evidenziano il mancato arresto di Almasri e l'assenza di collaborazione, legando il caso a presunti "scudi" per figure governative come i ministri Nordio e Piantedosi, e l'ex capo di gabinetto Bartolozzi, accusata di false dichiarazioni.
Il Pd attacca a sua volta: "Meloni e Fontana tacciono sull'umiliazione internazionale, mentre si difende chi ha imbarazzato il Paese", nota Debora Serracchiani, responsabile Giustizia. Collega l'episodio a recenti tensioni in Parlamento, come la sanzione a 32 deputati per dissenso e lo "scudo processuale" per Bartolozzi.