Gli Usa vogliono tornare alla segregazione?

Gli Stati Uniti hanno sempre avuto problemi di razzismo. Per oltre un secolo, dopo la guerra civile, la discriminazione contro le popolazioni afroamericane era stata garantita dalla soppressione elettorale: sistemi di gabelle, esami di lingua e altre barriere procedurali pensate per ostacolare l’accesso al voto di neri e altre minoranze etniche e favorire candidati bianchi. Lo stratagemma principale per garantire il risultato è poi stato il gerrymandering cioè la manipolazione dei contorni dei collegi per “diluire” la popolazione afroamericana spalmandola o concentrandola in modo che sia in perenne minoranza in ogni distretto.
La discriminazione era stata superata nel 1965, attraverso l'approvazione del Voting Rights Act avvenuto al culmine del movimento dei diritti civili di Martin Luther King. Trump ha cercato di imporre un ritorno alla segregazione.
Barack Obama ha commentato: «La decisione della Corte Suprema di oggi svuota efficacemente un pilastro chiave del Voting Rights Act, liberando le legislature statali di ridisegnare i distretti legislativi in modo da diluire e indebolire sistematicamente il potere di voto delle minoranze razziali - purché lo facciano sotto la copertura di una "partigianeria" piuttosto che di un "pregiudizio razziale" esplicito. E rappresenta solo un altro esempio di come la maggioranza della Corte attuale sembri determinata ad abbandonare il suo ruolo vitale nel garantire una partecipazione equa alla nostra democrazia e nel proteggere i diritti dei gruppi minoritari dall'eccesso di potere della maggioranza».
Sul piano italiano, è il solito Bonificio Castellane, firma del giornale di Belpietro, a spiega che sarebbe doveroso impedire la libertà di parola a chi non sostiene Trump e che sarebbe inaccettabile che un privato cittadino possa esprimere opinioni politiche di critica all'ideologia Maga:

Però a Castellane va benissimo un Vance che vuole dare lezioni di teologia al Papa.
Cambiano gli stati ma non cambia la sostanza: ovunque la destra non ama la libertà di espressione e vorrebbe campare di odio verso le minoranze.