Il caso della grazia a Nicole Minetti


Per alcuni la giustizia pare meno uguale che per altri. Su richiesta del ministro Nordio, il Quirinale ha concesso la grazia a Nicole Minetti per “straordinari motivi umanitari”, legati alle gravi condizioni di salute di un minore stretto congiunto della Minetti che necessiterebbe di cure specialistiche all’estero.
Nicole Minetti è l'ex igienista dentale di Silvio Berlusconi, ex consigliera regionale lombarda e figura ricorrente nello scenario di “escortgate” e affari di gestione delle ragazze nei suoi anni di vicinanza al Cavaliere. È stata condannata in via definitiva per favoreggiamento della prostituzione (2 anni e 10 mesi) e per peculato legato a un uso illecito di fondi pubblici, con patteggiamento. La sua vicenda è salita alla ribalta anche per i legami con il miliardario italiano Rolando Cipriani e per il contestato mondo della villa “Gin Tonic” a La Barra, in Uruguay, citata in inchieste di stampa come luogo di festini e presunti giri di sesso a pagamento.

Il giallo si è infittito dopo un’inchiesta del Fatto Quotidiano, che ha messo in dubbio la veridicità dei presupposti su cui sarebbe stata concessa la grazia. Secondo l’inchiesta, le informazioni fornite nella domanda di clemenza sul minore gravemente ammalato e sulle sue condizioni sarebbero in parte false o non corrispondenti ai fatti, con una madre in Uruguay indicata come scomparsa e un padre detenuto. Alcune fonti anonime riferirebbero anche un ruolo di Minetti nella gestione di un giro di prostituzione in Uruguay, in un contesto che evocano come prosecuzione, seppure in chiave privata, di dinamiche simili a quelle già condannate in Italia.
Il Quirinale, dopo le notizie di stampa, ha chiesto “accertamenti urgenti” al ministero della Giustizia, chiedendo chiarimenti sulla “supposta falsità degli elementi” rappresentati nella domanda di grazia.
Commenti