Il Timone torna a istigare omofobia


Il Timone si è un periodico che si definisce "cattolico" e che ha dedicato moltissime energie alla promozione dell'omofobia.
L'ultimo atto è un articolo di tale Federica Di Vito, che tenta di sostenere che i gay non devono poter essere genitori perché altri non è piaciuto un video trovato sui social. Ovviamente si potrebbero contestare decine di video pubblicati da eterosessuali, ma lei preferisce sostenere che due gay prenderebbero in giro il figlio perché non ha una madre:



La signora Di Vito racconta che lei sarebbe disgustata da due genitori che hanno detto al figlio che ha due papà e che non h una mamma, proponendo come unica analisi dei fatti un messaggio pubblicato dai social di Elon Musk da un omofobo:



Prova poi a negare che Trump sia omofobo. Evidentemente non ha notato che il loro beniamino ha vietato l'accesso al paese alle persone transessuali e sta smantellando anni di progressi civili in odio verso una intera comunità:



Prova poi a sostenere che tutti gli studi scientifici non conterebbero perché un prete scristiano ha sostenuto che i figli di persone gay rischierebbero di subire bullismo perché potrebbero essere persi in giro dai figli di integralisti. Eppure nella sua descrizione dello studio parrebbe sostenere altro:



La signora non solo cerca di propinare la menzogna di chi sostiene che un orientamento sessuale sarebbe "stile di vita" e che l'omofobia sarebbe "buonsenso", ma arriva a teorizzare che i figli abbiano problemi psicologici se i genitori non fanno sesso unicamente con persone del sesso opposto.


L'articolo presenta diverse distorsioni e argomentazioni problematiche che possono essere contestate per i toni sensazionalistici, le generalizzazioni e le interpretazioni selettive dei dati scientifici.
Ad esempio, l'articolo descrive la coppia gay come "deridente" un bambino, ma dal video citato emerge solo un dialogo ironico e leggero tra genitori e neonato, comune in molti video familiari virali sui social. Chiamare "omofobo" il bambino per una sua reazione naturale è chiaramente iperbolico da parte dei genitori, ma l'articolo amplifica questo per dipingere l'intera comunità LGBT come intollerante, ignorando il contesto umoristico autoironico.
Si equipara l'utero in affitto a "traffico di minori" o "strappare dal seno della madre", usando termini estremi senza nuance. Questa retorica ignora che la surrogacy è legale e regolata in molti paesi (come USA o Canada), con madri surrogate consenzienti e ben compensate, e che i bambini crescono spesso felici in famiglie non tradizionali, come dimostrato da linee guida etiche dell'ASRM (American Society for Reproductive Medicine).
L'articolo elogia lo studio Regnerus (2012) come "rigoroso", ma questo è stato ampiamente screditato dalla comunità scientifica per metodologie fallaci: non distingue famiglie stabili same-sex da quelle instabili o con genitori etero che hanno avuto relazioni omosessuali passate, gonfiando i problemi. Al contrario, meta-analisi come quella di Columbia Law School (2015) e dell'American Psychological Association confermano che i figli di coppie same-sex hanno outcomes paragonabili o migliori in benessere emotivo, scolastico e sociale rispetto a famiglie etero, controllando per fattori socioeconomici.
Frasi come "la mamma nasce col bambino" romanticizzano la biologia ignorando evidenze psicologiche: l'attaccamento si forma con i caregiver principali, non solo la madre biologica (teoria di Bowlby). Milioni di bambini adottati o in famiglie monoparentali crescono bene senza "mamma", e negarlo è biologico esencialismo datato.

Ovviamente il leghista Simone Pillon si è affrettato a diffondere il testo di Federica Di Vito, evidentemente eccitato da mistificazioni orientate alla promozione dell'intolleranza.
Commenti