Il Tribunale di Foggia ha riconosciuto l'aggravante omofoba nel pestaggio del 2024


L'affossamento del ddl Zan, fortemente voluto a Lega e Fratelli d'Italia, ha demandato i giudici la possibilità di decidere se riconoscere o meno l'aggravante dell'odio omofobo quando qualcuno viene aggredito per il semplice fatto di esistere.
Nella notte tra il 10 e l'11 agosto 2024, un 57enne venne brutalmente aggredito a San Giovanni Rotondo. Un gruppo di giovani, tra cui un ragazzo maggiorenne e una minorenne, lo hanno provocato. Poi, infastiditi dal suo restare impassibile, lo hanno presi pugni, calci. Hanno infierito su di lui anche mentre era a terra, privo di sensi.
Ogni colpo è stato accompagnato da insulti omofobi, come "ricchione" e "frocio". L'intervento di un passante ha fermato il pestaggio, che ha causato trauma cranico, lesioni facciali e prognosi oltre i 40 giorni alla vittima.

Il 17 aprile 2026, il giudice del Tribunale di Foggia ha condannato l'aggressore maggiorenne a 3 anni e 10 mesi di reclusione per lesioni aggravate, riconoscendo l'aggravante di discriminazione per orientamento sessuale ai sensi dell'articolo 604-ter del Codice penale, estesa interpretativamente oltre motivi razziali o religiosi. Sono state applicate anche le aggravanti della minorata difesa (notte e contesto) e del coinvolgimento di una minore, con provvisionale esecutiva di 5.000 euro più spese legali; la pena è stata ridotta per rito abbreviato e attenuanti.
Si tratta di uno dei primi casi in Italia in cui un tribunale applica l'aggravante omofoba.

Negli altei casi i criminali potranno ringraziare Pillon e Jacopo Coghe per l'immunità di cui hanno potuto godere nell'Italia dei populisti.
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