La lagna di Pillon in difesa della direttrice Venezi

Niente di nuovo. Va sempre così: i populisti regalano nomine prestigiose a una signora che viene elogiata perché si fa chiamare al maschile e suona ai comizi di Giorgia Meloni. Poi si dimenticano di dire che la loro beniamina ha diffamato gli orchestrali e si lamentano di come il suo essere di estrema destra non sia bastato a darle fare carriera.
E poi c'è Pillon, che vorrebbe regalare la direzione del teatro Alla Scala alla signora Venezi solo perché di estrema destra. Ed indicativo che parli al maschile della direttrice, quasi la adorasse solo perché è donna che si fa chiamare "direttore" a sfregio della dignità femminile.

Ma mentre si lamentano che la signora non può rispondere con insulti alle lecite critiche che la riguardano sul piano professionale, i seguaci di Pillon assicurano che il loro Vannacci avrebbe licenziato chiunque avesse osato esercitare il proprio diritto di critica. Un po' come avveniva nel Ventennio.

Probabilmente il tema è un altro, ossia l'evidenza ci come la destra non paia capace di nominare persone sufficientemente autorevoli.