Nasce la Carta Arcobaleno: la prima guida deontologica dell'Ordine dei giornalisti per il linguaggio LGBTQIA+

È una svolta per il giornalismo italiano. In un'epoca dove Cerro difende gli insulti omofobi e Belpietro parla al maschile delle donne per offendere quelle trans, l'Ordine dei Giornalisti del Piemonte ha approvato una Carta Arcobaleno che si propone come guida deontologica dedicata al racconto rispettoso delle persone LGBTQIA+. Il documento, frutto di un confronto con la comunità e professionisti del settore, sarà presentato domenica 17 maggio 2026 al Salone del Libro di Torino, nello spazio della Città, in coincidenza con gli eventi del Pride torinese e la Giornata internazionale contro omofobia, bifobia e transfobia.
L'iniziativa parte da giugno 2025, quando l'Ordine aderì pubblicamente al Torino Pride, aderendo ai principi del Testo unico dei doveri del giornalista. Un tavolo di lavoro ha coinvolto esperti di linguaggio e inclusione, culminando in una bozza sottoposta a consultazione pubblica tra gli iscritti.
Non è la prima carta specifica: il giornalismo italiano ne ha già per minori, migranti, detenuti, violenza di genere e disabilità. Per le persone LGBTQIA+, gli errori ricorrenti – come outing non consensuali, deadname per transgender, titoli sensazionalistici o stereotipi – giustificano uno strumento mirato.
La Carta elenca 10 regole operative: lessico aggiornato e rispettoso, tutela privacy, fonti qualificate, attenzione a titoli e immagini, rifiuto della spettacolarizzazione, uso di nome/pronome scelti, moderazione commenti d'odio online, promozione formazione su diversità, equità e accessibilità. Introduce anche il Diversity Editorcome figura professionale nelle redazioni per vigilare su rappresentazione e linguaggio inclusivo. Include un glossario per termini corretti, senza imporre ideologie.
Ovviamente la destra protesta, sostenendo che basterebbe il "buon senso" e che quello sarebbe "linguaggio imposto". Peccato che i fatti li smentiscano e che la Carta ribatte non censura opinioni, ma eleva standard professionali, come già per privacy e minori.