Rai, il richiamo a Ranucci e il mancato pagamento a Mottola

La Rai ha inviato una lettera di richiamo a Sigfrido Ranucci, conduttore di “Report”, per le dichiarazioni rese il 28 aprile a “È sempre Cartabianca” su Rete 4, dove il giornalista ha anticipato alcune notizie sul ministro della Giustizia Carlo Nordio, in particolare la presunta presenza del Guardasigilli in Uruguay nel ranch di Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti.
L’azienda contesta a Ranucci di aver diffuso una notizia “non verificata”, come da lui stesso più volte ammesso, e precisa che il suo invito al talk di Bianca Berlinguer era limitato alla presentazione del suo ultimo libro, non a rivelazioni di contenuti editoriali di “Report”.
Nel colloquio televisivo Ranucci ha parlato di una testimonianza “da verificare” su un presunto viaggio di Nordio in Uruguay, legandolo alla vicenda della grazia concessa a Nicole Minetti e alle inchieste in corso su eventuali conflitti d’interesse.
La Rai, nella lettera, ribadisce che il conduttore non era autorizzato a anticipare in questo modo notizie ancora in fase di verifica e sottolinea che, in caso di eventuali azioni legali sulle sue dichiarazioni, non sarà concesso alcun riconoscimento di spese o tutela processuale: si tratterebbe infatti di scelte editoriali compiute fuori dal perimetro dei programmi Rai.
Parallelamente, la Rai ha fatto marcia indietro sul caso di Giorgio Mottola, inviato di “Report”, al centro di una polemica sul pagamento per un servizio andato in onda il 12 aprile.
Il compenso era stato inizialmente bloccato perché Mottola aveva anticipato in un articolo sul Fatto Quotidiano dati e immagini (tra cui il famoso selfie di Giorgia Meloni con un pentito di mafia) che la Rai ha considerato anticipazione non autorizzata dei contenuti del programma.
Dopo che la Direzione Approfondimento ha interpellato l’ufficio legale aziendale, è arrivato un parere favorevole alla regolarità del lavoro, e il pagamento è stato sbloccato; la Rai ha però insistito sul rispetto delle clausole contrattuali e del corretto coordinamento tra pubblicazione sui media esterni e mandato in onda in Rai.
I due episodi—il richiamo a Ranucci e il blocco/sblocco del pagamento a Mottola—sono stati interpretati da molta parte della stampa e dell’opposizione come segnali di tensione crescente tra il vertice Rai e la redazione di “Report”, teatro di inchieste scomode su esponenti di governo e legami tra politica e mafie.