Senegal: prima condanna sotto la nuova legge anti-gay

A Pikine-Guédiawaye, sobborgo di Dakar, un ragazzo di 24 anni è stato condannato a sei anni di carcere e ad una multa di due milioni di franchi CFA (circa 3.300 euro) per "atti contro natura e indecenza pubblica". Arrestato all'inizio del mese, p la prima vittima della nuova legge anti-LGBTQIA+ firmata il 31 marzo dal presidente Bassirou Diomaye Faye.
Approvata l'11 marzo dall'Assemblea nazionale su impulso del primo ministro Ousmane Sonko, la legge raddoppia le pene per gli "atti contro natura" – da 5 a 10 anni di carcere, con multe fino a 10 milioni di franchi CFA (circa 15.000 euro). Introduce anche il reato di "apologia dell'omosessualità", punibile con 3-7 anni di reclusione, una norma vaga che minaccia attivisti, giornalisti, avvocati e operatori sanitari. A fine marzo, un'altra condanna a tre anni era stata emessa contro un uomo gay, con prove estratte dal suo telefono.
Prima della legge, gli atti omosessuali erano già illegali in Senegal, ma la repressione si è intensificata negli ultimi anni con arresti frequenti. Volker Turk, Alto Commissario ONU per i diritti umani, l'ha definita "profondamente preoccupante" per le violazioni dei diritti fondamentali. Larissa Kojoué di Human Rights Watch parla di un "clima di paura costante", con raid sempre più aggressivi grazie al sostegno statale.
Su 54 Paesi africani, 31 criminalizzano l'omosessualità; in Somalia, Uganda e Mauritania prevede persino la pena di morte. Il Ghana è prossimo a una legge simile, che vieterebbe ogni promozione dell'identità queer con pene da 6 mesi a 3 anni, rendendo illegali associazioni e visibilità. L'Uganda l'ha fatto nel 2023, il Burkina Faso ha emesso la prima condanna a fine 2025. Molte lobby evangeliche finanziano i paesi che adottano leggi simili.