Tommaso Cerno prova a sdoganare gli insulti omofobi durante il suo programma di propaganda

In quel suo campare di vittimismo, Tommaso Cerno ha cercato di sdoganare l'uso di insulti omofobi in diretta su Rai 2, nel corso di quel suo osceno programma di propaganda populista.
Parlando di una persona omosessuale, se n'è uscito dicendo: “Finocchio si può dire?”. E lo ha fatto alle due di pomeriggio, davanti a milioni di Italiani, a spese die contribuenti.
Ovviamente la riposta l'avrebbe dovuta sapere, dato che prima di diventare dipendente di Angelucci amava frignare se qualcuno usava quel termine contro di lui. Poi, per piacere ad omofobi e neofascisti, deve aver deciso deciso che umiliarsi e promuovere intolleranza sarebbe stato fonte di soldi facili per lui.

Cerno stava parlando del manifesto omofobo stampato a Voghera dalle destre. L’Udc locale ha scelto lo slogan “Non farti infinocchiare” e ha piazzato l'mmagine di un finocchio sul suo manifestino. L’allusione è apparsa evidente ai più: si riferiva all’aperta omosessualità del candidato sindaco di una lista civica di centro sinistra, Marcello Bergonzi Perrone.

Cerno ha usato i fondi pubblico che Giorgia meloni gli ha elargito per portare il caso a livello nazionale e promuovere l'uso di termini offensivi. Dice che il politically correct starebbe soffocando la vecchia saggezza della casalinga di Voghera, motivo per cui oggi lui incoraggia ad usare quel termini per cui ieri frignava.
Insomma, ha scelto di ripetere a pappagallo i peggiori slogan della destra neofascista, probabilmente sperando che essere omofobo lo potrebbe far piacere a chi lo avrebbe portato nei campi di sterminio nazista per la sua sessualità. In fondo non è il primo e non sarà l'ultimo gay di destra che pare convinto che si possa far carriera solamente proponendosi come "il gay di destra" che legittima l'omofobia delle destre.