Trump cancella le politiche federali a tutela degli studenti transgender


L’amministrazione di Donald Trump ha avviato una brusca retromarcia nelle politiche federali a tutela degli studenti transgender, eliminando dal sistema scolastico statunitense una serie di accordi federali sui diritti civili che garantivano loro protezioni specifiche dentro le aule.
Il Dipartimento dell’Istruzione ha annunciato la cessazione di sei intese stipulate con precedenti governi, che avevano impegnato sei istituzioni a conformarsi al Titolo IX nella prospettiva dei diritti delle persone trans
Gli accordi revocati prevedevano misure come la formazione del personale sul rispetto di nomi e pronomi preferiti, l’accesso ai servizi igienici in base all’identità di genere e la definizione di alcune condotte come vere e proprie molestie ai danni di studenti trans.

Kimberly Richey, sottosegretaria per i Diritti Civili, ha giustificato la mossa sostenendo che le amministrazioni passate avrebbero imposto alle scuole “oneri inutili e illegali” nell’ambito di quella che viene definita un’agenda transgender radicale. L’attuale esecutivo restringe così l’applicazione del Titolo IX al sesso assegnato alla nascita, rompendo con l’interpretazione adottata sotto Obama e Biden, che equiparava la discriminazione di genere a quella di sesso.
La decisione si inserisce in un contesto di crescente transfobia nel sistema scolastico: i dati del National School Climate Survey 2025 mostrano alti tassi di bullismo e discriminazione contro gli studenti trans, con circa il 40% dei giovani transgender che dichiarano di esserne vittime a scuola e con tassi di depressione e rischio-suicidio molto più elevati rispetto ai coetanei.
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