Azzurra Barbuto torna ad attaccare di 1,8 miliardi di musulmani pacifici


Azzurra Barbuto ama sostenere che bisognerebbe deportare tutti i musulmani, sostenendo che andrebbero disprezzati per motivi religiosi. Però poi non vuole si possa parlare di "islanofobia", perché basta mistificare i dati e negare il milione di palestinesi uccisi dal suo Trump per sostenere che sarebbero i "cristiani" le vere vittime:



L'affermazione di Azzurra Barbuto cita dati sul numero di cristiani uccisi nel 2025 per motivi legati alla fede, riportati dalla World Watch List 2026 di Open Doors, ma presenta diverse imprecisioni e omissioni.
Il rapporto Open Doors indica 4.849 cristiani uccisi nel 2025 per cause legate alla fede, ma specifica che la maggioranza (circa il 71%, ovvero 3.490) avviene in Nigeria da parte di gruppi come Fulani musulmani o Boko Haram, non necessariamente "da islamici" in senso generalizzato. Inoltre non tutti i casi sono attribuiti esplicitamente a motivazioni religioso, ma in contesti complessi come conflitti etnici o terrorismi.
Non emergono statistiche globali attendibili che confermino il suo sato su "nessun islamico ucciso da un cristiano a causa della sua fede" nel 2025; rapporti come quelli di ACS (Aid to the Church in Need) documentano persecuzioni religiose in 62 paesi, inclusi musulmani in aree a maggioranza cristiana o nazionalista, ma senza dati sui crimini. L'assenza di evidenze non prova l'assenza di casi, potenzialmente sottostimati per mancanza di monitoraggio in zone come Africa subsahariana o Medio Oriente. Inoltre esistono rapporti ONU o USCIRF sulla libertà religiosa evidenziano violazioni reciproche, inclusi musulmani uccisi da estremisti cristiani in Repubblica Centrafricana o India.

Non va meglio col suo parlare di "cristianofobia", ignorando come "islamofobia" sia un termine che si riferisce prevalentemente a discriminazioni, crimini d'odio e retorica anti-musulmana in Occidente (Europa e USA). L'impressione è che voglia creare un falso parallelo, equiparando violenza armata in paesi instabili a paure percepite in democrazie, alimentando la polarizzazione.
Il suo parlare di "islamici" come categoria monolitica rischia di stigmatizzare 1,8 miliardi di musulmani pacifici sulla base di contesti specifici, confermando che l'islamofobia è reale.
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