Belpietro aizza gli omofobi contro gli scout cattolici, accusati di non discriminare


Il quotidiano populista diretto da Maurizio Belpietro sostiene che la mancata discriminazione dei capi scout in base all'orientamento sessuale o all'identità di genere rappresenterebbe l'ennesimo "cedimento verso il mondo LGBTQIA+".
In prima pagina, il loro Giorgio Gandola invoca persino lo spettro del "woke" prima di sottolineare che, secondo Jacopo Coghe, l’Agesci dovrebbe essere obbligata a discriminare secondo il suo volere. Evidentemente la destra non gradisce che dei cattolici possano essere davveor cattolici e che scelgano di educare i ragazzi ad essere buoni cittadini secondo i principi di Lord Baden-Powell anziché aspiranti razzisti pronti a votare chiunque gli prometta campi di deportazione in Albania.



È molto indicativo anche il commento di Coghe che, nella sua consueta retorica incentrata sulla ripetizione di slogan populistici, arriva a tira in ballo i genitori e racconta che lui è certo che nessuno di loro vorrebbe un capo gay. Evidentemente non conosce bene il contesto, dato che chi sceglie di iscrivere i figli agli scout sa molto bene che il progetto educativo è definito dai membri dell’associazione stessa. Non si tratta di un gruppo in cui un "padre padrone" può imporsi sui figli degli altri per puro spirito di prevaricazione; è, al contrario, un percorso basato sulla corresponsabilità educativa, in cui i ragazzi definiscono il proprio futuro poiché considerati protagonisti attivi della propria vita. Quindi, se i ragazzi hanno deciso di crescere rispettosi, non è certamente il genitore omofobo tesserato alla sua organizzazione che glielo può impedire.

Va anche peggio sui social, dove il quotidiano di Maurizio Belpietro arriva a sostenere che i gay verrebbero "arruolati". Peccato che la realtà sia molto diversa, dato che semplicemente non vegono espulsi perché sgraditi a Coghe:



Ovviamente i loro lettori dimostrano con ogoglio di non aver capito nulla:







Nob manca neppure chi cera di inventarsi falsi collegamenti tra omosessualità e pedofilia.

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