Gli evangelici vanno all'attacco della laicità dell'Italia

Il pastore evangelico Luigi Carollo gode di ben cinque festività cristiane riconosciute dallo stato italiano come feste civili. Può stare a casa persino in occasione della festa dell'Assunzione di Maria, nonostante gli evangelici non la venerino come i cattolici.
Certo, ai populisti piace sostenere che le insegnanti che non costringono i figli dei mussulmani a pregare Gesù dovrebbero andare a lavorare a Natale, ma ovviamente quel discorso non vale per gli eterosessuali bianchi di estrema destra che vogliono essere pagati anche se non credono nella festeggiata. Al solito, le loro teorie valgono solo contro gli altri.
Quindi, se lui ama sostenere che l'odio omofobo sarebbe una sua presunta "libertà religiosa", il discorso cambia quando chiede che la libertà altrui venga negata un po' come avverrebbe sotto il regime dei Talebani. La sua ira è oggi rivolta ai mussulmani, che i quotidiani di Angelucci accusano di voler ambire ad un quinto dei privilegi di cui gode Carollo:

Nella visione di Carollo, la "laicità" sarebbe un male. Evidentemente vorrebbe che tutti fossero costretti con fa forza di credere in quello che crede lui, ossia in qualcosa che neppure parrebbe assomigliare ai Vangeli dato il suo sostenere che il rispetto sarebbe "buonismo" e che quindi sarebbe meglio essere cattivi.
Ovviamente Carollo cerca anche di fomentare odio religioso, tirando in balli il burqa (che lui chiama "burka") nonostante la stragrande maggioranza dei mussulmani non lo utilizzi. Ma si sa, presentare l'altro come una minaccia aiuta a fomentar l'odio.
E quindi, nella sua idea lui avrebbe diritto a cinque feste pagate e gli altri a nessuna, altrimenti non sarebbe più lui il dominatore che si può atteggiare da prepotente.