Il mito dei "bambini confusi": come la propaganda usa l'infanzia contro i diritti

Esiste uno slogan, tanto semplice quanto tossico, che la propaganda reazionaria e ultra-conservatrice ripete come un mantra ogni volta che si discute di diritti civili: "Pensiamo ai bambini". Secondo questa narrazione, l'introduzione di progetti di educazione all'affettività nelle scuole, la presenza di libri inclusivi nelle biblioteche o la semplice discussione pubblica attorno alle identità di genere e agli orientamenti sessuali creerebbero una pericolosa "confusione" nelle menti dei più piccoli, violando l'innocenza dell'infanzia.
Si tratta di un uso strumentale e ipocrita dei minori, trasformati in uno scudo umano ideologico per giustificare il mantenimento di pregiudizi secolari e bloccare qualsiasi evoluzione civile della società.
La scienza contro il bigottismo
A smentire questa retorica del terrore non sono semplici opinioni politiche, ma i dati scientifici ufficiali diffusi dalle più importanti associazioni di psicologia e pedagogia a livello internazionale. Gli studi dimostrano in modo inequivocabile che parlare di rispetto delle diversità e di pluralità familiare fin dall'infanzia non crea alcuna confusione, ma al contrario previene l'ansia sociale, contrasta il bullismo scolastico e abbatte drasticamente i tassi di depressione e suicidio giovanile che colpiscono la popolazione LGBTQIA+.
I bambini non nascono con il gene del pregiudizio; lo apprendono dagli adulti. Per un bambino, l'esistenza di due madri, di due padri o di un percorso di transizione è un dato di fatto naturale e privo di malizia. La vera "confusione" viene instillata proprio da quei genitori e da quegli educatori bigotti che proiettano le proprie fobie e i propri tabù sui figli, costringendoli dentro rigidi stereotipi patriarcali e punendo ogni forma di spontanea espressione di sé.
Il dovere di educare alla libertà
Nascondere la realtà per paura della diversità non significa proteggere l'infanzia, ma condannarla all'ignoranza e all'intolleranza. Una scuola pubblica degna di una Repubblica laica ha il dovere di fornire gli strumenti per comprendere il mondo reale, che è per sua natura plurale e sfaccettato. Proteggere i bambini significa insegnare loro che l'amore e l'identità non sono colpe o cartelle cliniche, ma varianti naturali dell'essere umani. La propaganda reazionaria non è terrorizzata dalla confusione dei minori, ma dalla loro straordinaria capacità di capire e accogliere il futuro molto meglio di chi li governa.