Il pastore Carollo e la sua ossessione per El Koudri

Il pastore evangelico Luigi Carollo mostra una vera e propria fissazione per il caso El Koudri. Oggi prova a sostenere che i magistrati sarebbero politicamente orientati perché guardano ai fatti e non al suo desiderio di bollare l'evento come un fantomatico "attentato terroristico". Accusa di "odio" i modenesi scesi in piazza che non hanno sfruttato i fatti per alimentare il razzismo, scrivendo che «in onore a l'odio hanno invaso la piazza 5000 persone». Deride inoltre le origini dell'attentatore sottolineando con sarcasmo il fatto che "sei Italiano", e assicura che se la polizia avesse sparato, «snipers ed alcuni orientamenti politici, avrebbero fatto il processo al cecchino». Arriva persino a inventarsi, con una ricostruzione del tutto priva di fondamento, che la sinistra gli avrebbe dedicato una piazza.

In altri messaggi, dichiara che lui avrebbe già stabilito le dinamiche dei fatti dal divano di casa sua, sentenziando che «la premeditazione c'è e come». Attacca così chiunque osi guardare alle perizie psichiche e non alle sue teorie. Il tutto, ovviamente, per invocare un'equipe di giudici rigorosamente «apolitici» e uscirsene con la solita retorica sulle fantomatiche "toghe rosse" tanto cara ai populisti.

Resta un dubbio di fondo: di fronte a fatti così drammatici, la priorità dovrebbe essere il rispetto delle dinamiche reali e delle persone coinvolte. Per Carollo, invece, la priorità sembra essere quella di usare le origini dell'attentatore come grimaldello politico, quasi a voler sancire l'esistenza di cittadini di serie B che non meriteranno mai lo stesso trattamento degli altri. Siamo certi che gli stia a cuore la verità, o conta solo il pregiudizio?