Il pastore evangelico Carollo si autoproclama il nuovo Giovanni Battista


Il pastore evangelico Luigi Carollo sembra ormai essersi spinto oltre la semplice predicazione, arrivando a paragonarsi esplicitamente a Giovanni Battista. Secondo la sua personalissima visione, la sua attività sui social —costantemente incentrata sulla retorica contro le persone LGBTQIA+, su accorati appelli di preghiera per Donald Trump e sulla strenua difesa geopolitica di Benjamin Netanyahu— configurerebbe una moderna "voce che grida nel deserto":



Un'autopercezione mistica che oscilla pericolosamente tra il peccato di superbia e una profonda offesa al sentimento religioso di quanti concepiscono la fede come uno strumento di amore, accoglienza e giustizia, e non come il riflesso delle ostilità personali del pastore. Questa tendenza a spiritualizzare lo scontro politico e sociale emerge chiaramente anche nell'ennesimo attacco frontale indirizzato a Gayburg:





Sempre pronto a gratificare pubblicamente chiunque si presti a insultarci, Carollo non ha esitato a elargire cuoricini di approvazione a commenti che ci definiscono "spiritualmente zero". La nostra colpa? Non allinearci alla sua narrazione oscurantista, secondo la quale i disturbi psichiatrici e i drammatici fatti di cronaca andrebbero ascritti a "manipolazioni di Satana" o, peggio, all'appartenenza alla fede islamica, come parrebbe emergere dai suoi post. Una visione che non solo mistifica la teologia, ma dimostra una totale mancanza di empatia e di rigore scientifico dinanzi al disagio mentale e alle tragedie umane.

Andrebbe inoltre valutato se altri commenti possano configurare reati penali, dato che la signora Beatrice si permette di asserire che noi vivremmo "un esubero la malvagità":



La signora sceive certe cose e vorrebbe darci lezioni di spiritualità?
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