Il Vaticano pubblica nuovo rapporto sull'inclusione LGBT+

Il Vaticano ha pubblicato un documento che affronta l'inclusione delle persone LGBT+ nella Chiesa cattolica, condannando esplicitamente le cosiddette "terapie di conversione" dell'omosessualità, recentemente difese da Lega e Fratelli d'Italia a livello europeo.
Il rapporto, intitolato raccoglie testimonianze di fedeli e riconosce i danni causati da esclusione, stigma e sofferenza all'interno delle comunità religiose.
Diffuso martedì 5 maggio, il testo è stato redatto da un gruppo di studio composto da vescovi, preti, una suora e un laico. Tra i passaggi principali, il documento evidenzia come i gay e le loro famiglie vivano "solitudine, angoscia e stigma" sia nella società che nella Chiesa stessa. Secondo il documento, l'ingiusta discriminazione spinge molti a condurre una "doppia vita", nascondendo la propria orientazione sessuale per paura di rifiuto.
Le testimonianze al centro del rapporto sono particolarmente toccanti. Un uomo gay portoghese racconta le cicatrici lasciate da esperienze in comunità cristiane e da processi di "terapia di conversione". Un direttore spirituale gli aveva suggerito di sposare una donna per "trovare pace", nonostante l'assenza di affetto.
Un altro contributo arriva da un cattolico statunitense, che rifiuta di vedere la propria sessualità come "perversione, disturbo o peso", definendola invece un "dono di Dio". Descrive un matrimonio omosessuale "felice e sano" e l'accoglienza in gruppi cattolici dedicati alla popolazione LGBT+, pur denunciando persistenti episodi di omofobia nella Chiesa.
La pubblicazione giunge in un contesto significativo: Papa Leone XIV ha più volte ribadito l'intenzione di proseguire le politiche di accoglienza promosse da Papa Francesco, inclusi gli sforzi per un maggiore dialogo con i cattolici gay. Il rapporto invita a un "discernimento condiviso" su questioni etiche e pastorali emergenti, aprendo la porta a un'evoluzione nel magistero ecclesiale.