La cosmogonia psichedelica di Paolo C.

Ormai chi non ha un hater non è nessuno. Noi ne abbiamo molti, ma uno in particolare parrebbe visitarci quotidianamente al solo fine di denigrarci, diffamarci e distribuire condanne al rogo eterno a tutti.
Se si analizza l’opera omnia del signor Paolo C., emerge un quadro teologico-politico che definire "confuso" sarebbe un insulto alla confusione. Il nostro commentatore seriale soffre chiaramente di una forma acuta di coazione a ripetere, unita a un uso compulsivo del punto esclamativo che farebbe impallidire un adolescente degli anni Duemila.
La Trinità Padana e il culto iper-iperbolico di Anna Cisint
Il punto più alto (o più profondo, a seconda dei punti di vista) della personale mitologia di Cavestro viene toccato quando decide di riscrivere i dogmi del cristianesimo per adattarli alle tessere di partito della Lega. Dimenticate il catechismo tradizionale: nella mente del nostro eroe, la gerarchia celeste è stata recentemente aggiornata tramite congresso politico.
A metà maggio, commentando i provvedimenti della destra, Paolo C. ha deciso di lanciare la sua personale riforma liturgica:
"Le tre leghiste presentano le loro leggi anti-mussulmani. Silvia Sardone la Madre, Susanna Ceccardi la Figlia, Anna Cisint lo Spirito Santo. Gloria e onore alle nostre Dee in eterno!!!!! Anna Cisint è lo Spirito Santo e chi non crede in LEI brucerà all'inferno in eterno!!!!!!!!"
L'ossessione per l'eurodeputata Cisint è tale da essere ribadita a distanza di due giorni con la variante “Nostre Signore e Dee” e l’aggiunta di un liberatorio "Amen!!!!". Una devozione così assoluta che fa sorgere un dubbio spontaneo: la Cisint è al corrente di aver smesso i panni di amministratrice locale per assumere quelli di terza persona della Trinità in un universo parallelo alimentato a livore e caps lock?
Un Inferno sovraffollato: dalle divinità ai gatti vegani
Ma il vero capolavoro risiede nella lista di chi, secondo lui, è destinato alle fiamme eterne. Più che un inferno, quello descritto nei commenti sembra una metropolitana nell'ora di punta, dove convivono le più disparate categorie dello scibile umano e divino.
Paolo C. non fa discriminazioni di genere, specie o religione: odia tutti con la stessa identica, monotona intensità. In una delle sue filippiche più enciclopediche, datata 19 febbraio 2026, riesce a condensare in pochi centimetri di schermo il riassunto definitivo delle sue fobie:
"I vegani bruceranno all'inferno in eterno!!!!! Cani e gatti bruceranno all'inferno in eterno!!!!!! I palestinesi e i loro sostenitori bruceranno all'inferno in eterno!!!!!! Cristiani, musulmani e buddisti bruceranno all'inferno in eterno!!!!!!! Gesù Cristo, Maometto e Buddha bruceranno all'inferno in eterno!!!!!!"
Se vi state chiedendo cosa abbiano fatto di male i gatti o i buddisti per meritare il medesimo trattamento di "quel pezzo di m*rda di Gesù" (citazione testuale del 10 aprile, per non farsi mancare una spruzzata di blasfemia spicciola), la risposta è semplice: nulla. Nella cosmogonia di Paolo C., l'inferno è semplicemente il luogo dove risiede chiunque non sia lui o una delle sue "Dee".
Persino i sentimenti nobili sono banditi dal suo paradiso privato. Il 22 marzo scrive infatti:
"Perdono, pietà, misericordia, empatia, pentimento, rimorso, speranza, cambiamento, redenzione, tentazione, salvezza e compassione bruceranno all'inferno in eterno!!!!!!!"
Un elenco che somiglia sinistramente a una diagnosi clinica autoprodotta: l'empatia e la pietà bruciano all'inferno perché, evidentemente, sono concetti del tutto estranei alla scatola cranica dell'autore.
L’ossessione per "Gayburg e i suoi amichetti"
Naturalmente, il fulcro del suo bizzarro e quotidiano rancore rimane questo sito, considerato di volta in volta responsabile di ogni male geopolitico globale. Il tormentone "Voi di Gayburg e i vostri disgustosi amichetti palestinesi/musulmani/bulgari/assistenti sociali brucerete all'inferno in eterno" viene replicato con la precisione robotica di un algoritmo impazzito.
A volte i toni cambiano e si passa dagli insulti teologici a quelli più bizzarri, come quando accusa la redazione di essere "repellenti mullah" o quando, in preda a un cortocircuito logico difficilmente spiegabile, scrive:
"Voi disgustosi populisti e sovranisti di Gayburg brucerete all'inferno in eterno"
Accusare Gayburg di populismo sovranista è un po' come accusare un pinguino di essere il responsabile del surriscaldamento globale nel Sahara, ma l'aderenza alla realtà, si sa, non è il punto forte del nostro Paolo.
Un applauso alla costanza
Davanti a una simile e prolungata performance, non si può che restare ammirati da tanta costanza. Mentre il mondo cambia, i governi cadono e le stagioni si alternano, il signor Paolo C. rimane lì, saldo dietro la sua tastiera, a programmare roghi eterni per scalda-bagni rotti, leader mediorientali, canarini, santi e navigatori.
Siamo certi che, anche mentre leggete questo articolo, Paolo stia consultando il calendario per decidere quale divinità declassare o quale assessore leghista elevare al rango di divinità cosmica. Nel dubbio, noi ci teniamo stretti i nostri cani, i nostri gatti e la nostra democrazia, lasciando a lui l'esclusiva di un aldilà decisamente troppo affollato per essere vero.