La diocesi di Como annuncia una veglia contro l'omofobia. L'ira del fondamentalisti

L’ufficio per la pastorale della famiglia della diocesi di Como ha annunciato che domenica 10 maggio 2026, alle ore 20.30 presso la chiesa di san Giuseppe di via Bonomelli 4 a Como, si terrà una veglia di preghiera “per il superamento dell’omofobia, della bifobia e della transfobia“.
La Veglia vuole dare attuazione alla proposta approvata dal Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia: «che la CEI sostenga con la preghiera e la riflessione le “giornate” promosse dalla società civile per contrastare ogni forma di violenza e manifestare prossimità verso chi è ferito e discriminato (Giornate contro la violenza e discriminazione di genere, la pedofilia, il bullismo, il femminicidio, l’omofobia e transfobia, etc.)».
“Condividiamo il dolore di chi è stato ferito, invochiamo la liberazione da pregiudizi e violenze, alimentiamo la speranza per costruire fraternità“, conclude la Diocesi, citando la Bibbia e il profeta Isaia (“Non temere, perché ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome”).
Tanto ha fatto infuriare l'integralismo organizzato. In un attacco pieno di insulti, i fondamentalisti de La Nuova Bussola Quotidiana parlano di "omoeresia" e sostengono si tratti dell'ennesima "veglia di preghiera per la cosiddetta omofobia promossa da una Diocesi" nel "giorno dedicato al Signore". Nel concludono che, “vista la diffusione di queste veglie in diverse diocesi promosse dalla Cei, occorre che qualcuno in alto, ossia in Vaticano, si decida ad intervenire. Il problema però sta che anche al di là delle mura Leonine la sensibilità pro LGBT è molto spiccata“.