Le tre leghiste presentano le loro leggi anti-mussulmani


La leghista Ceccardi si rifiutava di applicare le leggi italiane e di celebrare unioni civili in virtù delle sue presunte convinzioni religiose, ma ora prova a sostenere che i mussulmani andrebbero ritenuti contrari alla legalità perché lei non può imporre presepi ai loro figli nelle scuole.
Insieme alla leghista Sardone e alla leghista Cisint, oggi è tornata a chiedere un divieto alla libertà religiosa. D'altronde il populismo ha bisogno di inventarsi falsi nemici per sopravvivere:



Nella loro retorica, ogni più squallida forma di intolleranza servirebbe a "difendere" l'Italia da fantomatiche minacce costruite dalla loro retorica. Ed ovviamente insistono nel raccontare che gli altri sarebbero il nemico, come prassi della retorica della paura.

In un clima da Ventennio, propongono di schedare i ministri di culto non cattolico e di imporre la residenza in Italia da almeno 5 anni, la conoscenza dell'italiano B1 e sottoscrizione di una Carta dei valori che rispetti le leggi italiane e i diritti umani.
Ovviamente è una norma che serve a incutere timori infondati, dando per scontato che chi non è cattolico vivrebbe nell'illegalità. Sarebbe praticamente come chiedere che i leghisti siano obbligati a firmare una carta un cui dichiarano di non essere pediofili o stupratori, insinuando l'idea che molti di loro andrebbero ritenuti tali.

Chiedono anche la tracciabilità obbligatoria dei finanziamenti esteri alle moschee (autorizzati dal Ministero dell'Interno) e carcere per chi predica dogmi contrari all'ordinamento italiano nelle moschee, nonché confisca definitiva di immobili usati abusivamente come luoghi di culto.
Non vi saranno azioni per i preti cattolici che istigano omofobia o sottomissione femminile, come non ci saranno tracciamenti per chi finanzia il neofascismo.

Segue un divieto assoluto di qualsiasi velo islamico nelle scuole per under 14 e si sono inventati persino un nuovo reato di "costruzione all'occultamento".
Vogliono un "permesso di soggiorno a punti" per chi non è la loro famiglia del bosco, vogliono un accertamento sistematico dell'età per i presunti minori non accompagnati attraverso imprecisati esami medici, e un "divieto di cittadinanza" per chi commette stalking o atti persecutori senza essere italiano.
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