Verona, il vescovo anti-gay: "Stategli lontano"

Il vescovo di Verona ha scomunicato un ex prete, apertamente gay, che otto anni fa si era dimesso dalla Chiesa cattolica per sposarsi con il suo compagno. Lo accusa di averl celebrato un funerale in una chiesa riformata. La diocesi ha invitato i fedeli a evitarlo, invitando apertamente alla discriminazione.
Giuliano Costalunga, ex parroco di Selva di Progno (Verona), lasciò lo stato clericale nel 2018 e si trasferì alle Canarie per convolare a nozze con il suo compagno. L'allora vescovo Giuseppe Zenti definì la vicenda "dolorosa", ma Costalunga rivendicò la sua vocazione sacerdotale nonostante l'omosessualità.
Tornato in Veneto lo scorso anno, Costalunga ha aderito alla Chiesa Vetero-Cattolica Riformata e aperto una parrocchia chiamata "Bethlehem, La Casa del Pane" a Campiano. Il 26 aprile 2026 ha celebrato un funerale con un centinaio di presenti, episodio che ha scatenato la reazione della diocesi. Il 4 maggio, il vescovo Domenico Pompili ha diffuso una nota nelle parrocchie: Costalunga è stato dimesso dal clericale nel 2018 per decreto pontificio e scomunicato per "scisma". "Si invitano i fedeli a astenersi dal richiedere celebrazioni al sig. Giuliano Costalunga e dal prendervi parte", recita il testo, letto domenica scorsa.
L'ex prete ha bollato l'iniziativa come "mobbing sociale", confermando di essere "sulla strada giusta" e di non aver mai firmato il decreto di dimissioni. Continua a celebrare abbracciando "ogni tipo di diversità", a trent'anni dall'ordinazione.