Come si costruisce una fake news: il caso del pastore Carollo e il Comune di Modena

Il nostro personale augurio è che il Comune di Modena possa trascinare in tribunale il pastore evangelico Luigi Carollo: dichiarare che "il Sindaco di Modena porta gli indagati di terrorismo nelle scuole elementari e materne" è un'affermazione indecente e inaccettabile. Ovviamente, quel messaggio appare intriso di falsa testimonianza.

L'episodio si è verificato il 5 giugno 2026 in un incontro con gli alunni delle scuole elementari Pascoli, Graziosi, Sant'Agnese e Collodi di Modena, con bambini dai 6 agli 8 anni. All'incontro ha partecipato Wael Dawdouh, giornalista di Al Jazeera a Gaza la cui famiglia è stata sterminata nel conflitto.
Sulaiman Hijazi, attualmente iscritto nel registro degli indagati per terrorismo nell'inchiesta sui finanziamenti ad Hamas, era presente come interprete. Il sindaco Mezzetti ha dichiarato esplicitamente: «Non lo conoscevo. Pensavo fosse un interprete. Durante la mia presenza all'incontro non si è mai parlato del conflitto fra israeliani e palestinesi né intonato nessun canto».
Solo dopo la pubblicazione delle prime notizie è scoppiata la polemica sui «cori pro-Palestina», e l'Ufficio scolastico regionale ha avviato un accertamento ispettivo per verificare quanto accaduto.
Carollo scrive che «il sindaco di Modena teme confronti» e che portare in tribunale è un «classico della sinistra, per censurare i pensieri discordanti alle loro ideologie». Questa affermazione è gravemente fuorviante.
Il sindaco Mezzetti ha annunciato azioni legali contro gli hater che hanno diffuso messaggi offensivi e pieni di odio sui social dopo la strage di Modena del 16 maggio 2026, in cui un investitore ha ferito sette persone e ne ha accoltellata una. Tra le vittime c'era una turista tedesca a cui sono state amputate le gambe.
Le denunce riguardano specificamente la diffamazione contro il sindaco, ma anche contro il presidente Mattarella e il ministro Piantedosi, perché avevano avuto il coraggio di escludere preliminarmente la matrice terroristica dell'attentato. Il Comune si costituirà parte civile nel processo contro El Koudri, l'autore della strage.
Non si tratta di censurare il dissenso politico, ma di rispondere a diffamazione verificabile legalmente dopo una tragedia con vittime.
Il pastore chiude il messaggio celebrando: «Meno male che adesso il governo ha regolarizzato il consenso informato». È vero che il DDL sul consenso informato è diventato legge il 4 giugno 2026, approvato al Senato con 78 voti favorevoli e 38 contrari. La norma introduce disposizioni per le attività scolastiche che affrontano temi di educazione sessuo-affettiva nelle scuole medie e superiori, richiedendo il consenso genitoriale.
Tuttavia, il messaggio di Carollo omette elementi cruciali: la norma non si applica alle scuole dell'infanzia e elementari, e la CGIL lo definisce un «provvedimento regressivo che viola autonomia scolastica, libertà di insegnamento e diritti delle nuove generazioni». Presentare la legge come soluzione automatica alla polemica di Modena è fuorviante, dato che l'incontro controverso riguardava temi diversi dall'educazione sessuo-affettiva.
Carollo scrive: «Lo sappiamo che voi del PD siete: Pro-Palestina, Igbtq, immigrazione incontrollata, Islam, ecc...». Questa è una generalizzazione riduttiva che non corrisponde a un programma politico chiaro, ma confonde posizioni su temi specifici con un'adesione ideologica indiscriminata. Trasformare il partito in un monolite ideologico è propaganda, non analisi politica.
Il pastore Carollo mescola fatti parzialmente veri (esistenza dell'indagato, legge sul consenso approvata) con interpretazioni false che trasformano una polemica complessa in una narrazione ideologica. Il sindaco non ha consapevolmente portato un indagato nelle scuole — era un interprete di cui ignorava l'indagine giudiziaria in corso. Le denunce riguardano diffamazione e odio online dopo una strage, non «censura del dissenso politico».