Diritti civili e stragi: smontiamo la retorica di Senaldi


​Il Pride rivendica i diritti delle persone lgbt, non certamente la violenza sionista o le azioni militari compiute da Israele. Ciò rende quantomeno inopportuno che un piccolo gruppo si sia infiltrato al corteo di Bologna con simboli sionisti, al solo scopo di inneggiare a Netanyahu per poi fare del vittimismo una volta constatato di non essere ben accolto.

​La stampa riferisce inoltre di alcune contestazioni e del presunto allontanamento di una fotografa iraniana.



Nel racconto di Pietro Senaldi, prontamente rilanciato da esponenti di CasaPound, i partecipanti al Pride diventano improvvisamente "violenti" e "antisemiti" che avrebbero addirittura picchiato i sostenitori di Netanyahu:



Non si tratta di una novità. Dopo ogni singolo Pride, la destra cerca sempre di istigare i propri elettori all'omofobia, cavalcando qualunque pretesto utile a diffondere odio.
​Ma pare davvero surreale che Senaldi pretenda di spiegare alla comunità queer cosa dovrebbe pensare, sostenendo l'assurda tesi secondo cui, se un oppressore si dimostra meno omofobo della sua vittima, allora bisognerebbe fare il tifo per lui. Ovviamente, il giornalista non manca di inventare che la Palestina sia abitata esclusivamente da "terroristi di Hamas", in una semplificazione tanto degradante quanto falsa:



​Con buona pace di Senaldi, l'esistenza di alcuni diritti civili non giustifica la violazione di tutti gli altri. Perché se è pur vero che le persone lgbt in Israele godono di tutele molto superiori rispetto a quelle italiane, ciò non impone un divieto di critica nei confronti di stragi e violenze umanitarie.

E poi, davvero vuol farci credere che lui sosterrebbe la distruzione di Gaza perché preoccupato per i diritti dei gay palestinesi?
Proprio questa mattina un fan del leghista Simone Pillon proponeva di uccidere tutti i gay d'Italia. Secondo la sua teoria, tanto basterebbe a giustificare un bombardamento sulla casa dell'ex senatore leghista, che peraltro non è certamente all'avanguardia in tema di diritti civili e genitorialità?
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