È l'elettorato i Vannacci che dovrebbe farci paura

Secondo Maurizio Belpietro, Vannacci starebbe costruendo un'enclave politica capace di intercettare il bacino di elettori (da lui opinabilmente definiti "moderati") che il giornalista descrive come ormai stanchi di certi temi quali immigrazione, diritti civili e quelle che definisce "ecofollie":

Pare lecito mettere in discussione l'uso del termine "moderati" per descrivere un elettorato che sembra attratto da posizioni così radicali. Ma forse Belpietro non può ammettere che tematiche create e cavalcate anche dal suo stesso quotidiano siano diventate un proficuo strumento di consenso elettorale per chi promette maggior estremismo.
Ma probabilmente è vero che Vannacci intercetta istanze che riflettono le retoriche populiste: la critica alle minoranze, il rifiuto di certe battaglie per i diritti civili e una marcata indifferenza verso le questioni ecologiche. Ed è altresì vero che criticarlo significa fargli pubblicità, perché il suo elettorato non pare disgustato da chi va su un palco a dire che i gay non sarebbero normali o che il femminicidio non esiste, Anzi, lo vorrebbero votare solo proprio dice quelle cose.
Forse, però, più che Vannacci, a doverci far paura dovrebbe essere proprio il suo elettorato. Un bacino che non è emerso dal nulla, ma che è stato meticolosamente indottrinato da anni di una costante e martellante retorica populista.