Il mese del Pride scatena l'odio degli omofobi

Il signor Moreno sembra andare fiero del suo omofobia, ma questa sua posizione non lo legittima certo a inventare narrazioni false: i diritti altrui non sono una "minaccia" ai privilegi che lui vorrebbe tutelare, basandosi unicamente sui propri istinti. È ancor meno giustificabile l'uso strumentale e blasfemo di simboli religiosi, sbandierati come se fossero armi d'odio.

A chi mai dovrebbe dare fastidio che qualcuno ami la propria moglie? Ed è davvero accettabile che un genitore possa negare ai figli un'educazione sessuale corretta e scientifica solo per compiacere Jacopo Coghe? Sostenere la necessità di "proteggersi" dalla civiltà rivela il vero nocciolo della questione: è Moreno a considerare la felicità altrui un pericolo per il proprio status, palesando l'infondatezza delle sue stesse premesse.
È inoltre emblematico il commento di un bestemmiatore, che riempie i social di messaggi inneggianti alla cosiddetta "remigazione". Dopo aver chiarito che lui non ha problemi con stili di vita promiscui purché eterosessuali, parrebbe ammettere candidamente che l'unica vera priorità è l'odio cieco verso chiunque non faccia parte del loro cerchio ristretto. È, francamente, si tratta di una una posizione che suscita solo profonda tristezza.