La destra dell'odio

Nell'arena digitale, dove il confronto civile dovrebbe essere la norma, assistiamo sempre più spesso al proliferare di contenuti basati su una narrazione distorta e allarmistica. Ad esempio, un sostenitore di Giorgia Meloni dichiara:

Se non fossero espressione di una retorica violenta e pericolosa per la tenuta democratica, certi tentativi di propaganda populista susciterebbero quasi tenerezza. Siamo di fronte a un genere di comunicazione che potremmo definire "fantasy politica": un mondo immaginario popolato da nemici invisibili e pericoli inesistenti, creato ad arte per fomentare intolleranza e paure ancestrali.
Fa un certo effetto osservare come, chi utilizza simboli nazionali come il Tricolore nei propri profili, sembri poi disprezzare apertamente i principi cardine della nostra Costituzione, come la libertà di culto o il diritto a un equo processo. La contraddizione è stridente: ci si ammanta di bandiere per poi sognare regimi autoritari in cui le forze dell'ordine siano libere di agire senza il vincolo della legalità e del rispetto dei diritti umani.
E forse è vero che la legge sui "rave party" è stata l'unica legge approvata dalla destra, ma sostenere che quello sarebbe il problema del Paese ha del grottesco!
La fantasiosa lista proposta dal post, che spazia dalla "droga free" a una fantomatica "polizia con le manette", dimostra quanto sia profondo il solco tra la realtà dei fatti e la percezione distorta creata dai social. Quando l'unico argomento rimasto è etichettare l'avversario come "deficiente", significa che la capacità di analisi critica è stata definitivamente sostituita dal pregiudizio.
Ma il caso non è isolato. Il populista sogna una polizia in stile SS che picchi e uccida al posto di far rispettare la legge:

Se il signor Lorenzo passerà col rosso, gli auguriamo che la polizia possa essere "brutale" con lui esattamente quanto lui desidera. Di certo suscita ribrezzo osservare che certi esseri siano capaci di compiacersi per degli omicidi, soprattutto quando chi fomenta odio etnico cone loro non viene "severamente punito" come prevederebbe la legge.