La linea suprematista della Lega


Un filo rosso unisce il passato e il presente della Lega. Ieri il loro partito campava di ostilità verso i migranti interni, con Salvini che andava per moschee a promettere che tutti i meridionali sarebbero stati cacciati da Milano. Oggi pubblicano emoji per sfottere il dramma di chi scappa alla ricerca di un futuro dignitoso.



Quella che non è mai mutata negli anni è l'impostazione ideologica di fondo: la convinzione che il luogo di nascita dovrebbe garantire privilegi, benessere o opportunità a sfregio di chi non meriterebbe una vita dignitosa solo perché non ha avuto la fortuna di nascere in un Paese ricco come Salvini.

Si potrebbe osservare che l'unica legge sull'immigrazione che vige in Italia da decenni è la Bossi-Fini, motivo per cui fa abbastanza sorridere che chi ha scritto quella legge se ne lamenti. Ma forse, fa ancor più rabbrividire che qualcuno paia vantarsi di immagini che mostrano dei poveri cristi che vengono deportati, mostrandosi fiero e attribuendosi la responsabilità di quelle immagini.
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