La scuola sanziona il razzismo, la destra invoca il Ministro


Magari Bonifacio Castellame non trova grave constatare come le campagne xenofobe della destra populista abbiano spinto dei ragazzini ad esporre striscioni razzisti degni del Ventennio dalle finestre della loro classe. Ma è grave voglia sostenere che Valditara sarebbe pronto a correre in soccorso di chi espone striscioni con slogan contrari ai nostri principi costituzionali. Viene da chiedersi se la stessa tolleranza sarebbe stata invocata qualora fosse stata esposta una bandiera arcobaleno, o se in quel caso non si sarebbe gridato allo scandalo invocando punizioni esemplari. Ma poiché certi messaggi sembrano fare breccia nel proprio elettorato di riferimento, si preferisce far passare il disprezzo della Costituzione come libertà d'espressione e il rispetto verso il prossimo come un'ingiusta imposizione.
Se l'autore credesse davvero a questa svalutazione delle regole, dovrebbe accettare anche le critiche più severe nei suoi confronti; eppure, con ogni probabilità, sarebbe il primo a invocare per sé quel rispetto che vorrebbe negare agli altri.



Chiedere un'ispezione ministeriale contro una scuola che sanziona messaggi divisivi significa ribaltare la realtà: il rispetto della Costituzione diventa "rieducazione coatta" e il rigore educativo viene dipinto come autoritarismo. E chissà perché l'autore non cita mai il fascismo con parole di condanna, preferendo cavalcare la solita retorica dei fantomatici "comunisti" che oserebbero censurare l'odio di chi, in realtà, vorrebbe solo calpestare i diritti altrui.
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